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Der Verein ist gemeinnützig und verfolgt den sozialen Zweck, das künstlerische, kulturelle und monumentale Erbe zu schützen, zu bewahren und zu fördern, das der Pfarrei "Santi Pietro e Paolo" in Castiglione di Sicilia gehört.

Verbandsmuseum der Heiligen Peter und Paul in Castiglione di Sicilia.

Chiesa Madre San Pietro e Paolo

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L’antica Torre Normanna, oggi è visitabile e comprende la visita di due stanze e il piano del campanile con la spettacolare veduta della Valle dell’Alcantara e dell’Etna. Viene richiesto un contributo di 2 Euro o scansione QR.
 

La chiesa sorge nella parte superiore della Città, all’interno di quello che un tempo costituiva un sistema difensivo medioevale situato sulla collina su cui sorge Castiglione di Sicilia. La torre, che nella parte sommitale ospita la cuspide del campanile e la cui parte inferiore costituisce l’abside della chiesa, un tempo probabilmente era un mastio, appartenente ad uno dei quattro castelli costruiti da Ruggero II. 

 

La tradizione vuole che la chiesa sia stata fondata proprio dal conte Ruggero II, figlio di Ruggero I, il conquistatore della Sicilia e padre di Costanza D’Altavilla, nel 1105. Anche se tale data è riportata sul muro perimetrale dell’edificio, in corrispondenza del campanile, la presenza nella struttura esterna dell’abside di mensole che sorreggono archetti, rivelano una forte analogia con l’architettura dell’ultimo periodo normanno e quindi induce a datare l’edificio all’inizio del XIII secolo. Pare che la chiesa, durante il regno normanno, abbia goduto di grandi privilegi arrivando ad estendere la sua giurisdizione su centri come Francavilla, Linguaglossa, Roccella, Calatabiano e Mascali. Agli inizi del XV secolo, quando i monaci di san Benedetto abbandonarono l’abbazia della Santissima Trinità, situata fuori dal centro abitato e si stabilirono in locali attigui alla chiesa, il tempio sacro divenne il loro edificio di culto. 

 

Elevata a chiesa Matrice sin dalla sua fondazione, nel corso dei secoli, la chiesa è stata oggetto di donazioni che hanno permesso di impreziosire il suo interno e di portare al termine importanti lavori di restauro. L’abate Giuseppe Coniglio, morto nel 1666, lasciò alla chiesa l’ingente somma di 6 mila onze che fu nascosta all’interno di una tomba dall’arciprete Cesare Gioeni per difenderla dalle mire del principe di Malvagna che più volte tentò di averla in prestito. Giacomo Gioeni, successore di Cesare Gioeni, indicò erede universale dei suoi beni la chiesa e si preoccupò del restauro dei danni causati dal terribile terremoto del 1693.

L’arciprete si adoperò anche per la costruzione del campanile, come ricorda l’iscrizione: Iacobus Abbas Gioeni Aragona Vicarius et Visitator Generalis Anno 1709. Durante i lavori di restauro, in seguito al terremoto del 1818, furono invertiti i numeri della data per cui oggi si legge 1760 anziché 1709. Il 18 novembre del 1717 il campanile e la chiesa, su richiesta di don Giacomo Gioeni, vennero consacrati da mons. Migliaccio, vescovo di Messina, perché allora Castiglione apparteneva a questa diocesi. Antonio Sardo, arciprete dal 1781 al 1823, riuscì a far ottenere alla chiesa importanti privilegi. Alla sua morte, avvenuta nel 1822, gli successe il nipote Giovan Battista Calì che si occupò dei lavori di restauro della chiesa che era stata chiusa al culto in seguito al terremoto del 1818, durante il quale era crollata la parte sommitale del campanile. Nel 1837, dopo diciannove anni di intensi lavori, le sue porte vennero riaperte per accogliere i fedeli. 

 

A Giovan Battista Calì si deve anche la fondazione della biblioteca Villadicanense, arricchita da preziosi incunaboli e manoscritti e la creazione di un archivio dove vennero raccolti i documenti salvati in seguito a numerosi incendi. Il 27 giugno 1889 la chiesa fu riconsacrata dal primo vescovo di Acireale Gerlando Maria Genuardi e da Luigi Cannavò, vescovo di Smirne, nativo proprio di Castiglione. Attualmente la chiesa si presenta ad un’unica navata terminante con un’abside circolare molto accentuata e non rivela traccia delle absidi laterali. L’abside, nella parte inferiore esterna, si presenta abbellita da conci di pietra nera dell’Etna a cui seguono filari di pietra arenaria alternati a pietra nera. La restante parte è realizzata in pietra arenaria che continua fino al coronamento il quale si presenta arricchito da mensole che sostengono archetti polilobati a forma di conchiglia e da una cornice che in origine doveva estendersi su tutta la costruzione.
Oltre a diverse opere d’arte, al suo interno possiamo ammirare, sul pavimento del transetto, una meridiana in marmo bianco scolpito, progettata nel 1882 dal palermitano Temistocle Zona. È perfettamente funzionante e segna il mezzogiorno astronomico.

Questa struttura ospita l'antica Torre Normanna, successivamente trasformata in campanile. L'esperienza della visita include l'esplorazione delle antiche "stanze del campanaro", offrendo un'immersione nelle emozioni del passato. Il percorso prevede anche l'accesso al campanile stesso. L’ingresso in Chiesa è libero. L’Accesso alla Torre Normanna con le sue stanze tramite una moneta di 2 euro oppure scansioneQR.
 

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